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ALINA VITUCHNOVSKAJA - L’icona nera della poesia russa contemporanea

Ci sono poeti i cui versi esprimono una frattura difficile da ricomporre, una ferita che impiega decenni a rimarginarsi. Questo vale per Alina Vituchnovskaja, simbolo della cultura russa radicale e anticonformista degli Anni Novanta, “icona nera” della modernità. “La Vituchnovskaja non ha dubbi e interrogativi amletici” scrive Michail Bojko. In effetti leggendo le poesie della moscovita ci imbattiamo nella decostruzione della realtà, fino ad arrivare al suo progressivo sgretolamento, per poi toccare le viscere del Nulla, del caos primigenio. Fino alla totale distruzione di ogni metafisica.

“La distruzione è la sua passione. Quasi alla Bakunin”, possiamo dire con Jaroslav Jur’ev e lo conferma la stessa poetessa affermando: “Voglio che questo mondo non esista! Dichiaro l’idea del Nulla, della distruzione della realtà”.
“Per la Vituchnovskaja non esiste l’arte per l’arte, l’estetismo per l’estetismo” (Michail Bojko). Nella sua intrepida capacità demolitrice – della vita ma anche della poesia, del concetto stesso di arte –, la Vituchnovskaja segna la morte del postmodernismo.
Una “Biancaneve in abito gotico” (Sergej Jašin), o un nuovo “Jack lo Squartatore” (Danila Davydov) che fa la guerra alla realtà.

La logica dei versi di Alina Vituchnovskaja, con le loro studiate modulazioni anti-idealistiche e nichilistiche provocazioni, si può condividere o meno ma per molti studiosi, come Konstantin Kedrov, siamo di fronte all’artista “più luminosa, più tragica, più straordinaria degli anni Novanta e dell’inizio del XXI secolo”.

http://www.filidaquilone.it/num040torresin.html

Linda Torresin


Tags: иностранная пресса
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